Ridefinizione degli approcci verso persone e aziende

Obiettivo generale

Costruire un bacino di profili altamente qualificati, includendo anche candidati passivi.

L’obiettivo non è limitarsi alla raccolta di profili sulla base delle consuete variabili — competenze, esperienze e ruoli ricoperti — ma avvicinare le persone nella loro interezza, considerandole prima di tutto come individui e non come semplici candidati. Intercettare un professionista significa comprenderne motivazioni, valori, aspirazioni e capacità di generare impatto.

Vogliamo entrare in contatto con professionisti esperti, competenti e ad alto potenziale, coerenti con i settori e i ruoli di interesse, ma soprattutto dotati di autonomia, responsabilità e maturità decisionale. Diventa quindi essenziale comprendere non solo ciò che sanno fare, ma ciò che desiderano fare e la loro capacità di proporsi come risolutori di problemi, anche quando le criticità non sono ancora del tutto esplicitate dalle aziende.

Per questo è necessario approfondire che cosa fanno concretamente, come operano e quale contributo reale possono offrire. Conta il loro approccio al lavoro, il livello di iniziativa, la capacità di leggere i contesti e di proporre soluzioni con un valore innovativo.

Cerchiamo persone animate da passione professionale, dotate di capacità di sintesi e in grado di sostenere un confronto alla pari, senza atteggiamenti compiacenti. Profili che possano agire come veri agenti del cambiamento, portando idee, visioni e approcci nuovi. Queste caratteristiche emergono più facilmente in contesti di dialogo autentico, dove la relazione è costruita su fiducia e scambio reale.

Le figure più interessanti non sono solo quelle con competenze tecniche elevate, ma quelle capaci di collaborare, integrare prospettive diverse e costruire valore insieme agli altri.

L’intercettazione passa innanzitutto dagli specialisti riconosciuti nel proprio ambito, professionisti che si distinguono anche per contributi pubblici, articoli o interventi di settore. A questi si affianca il lavoro sistematico di ricerca su database e strumenti di sourcing avanzato, oltre all’osservazione delle aziende target, già note o ancora da esplorare, nei settori di riferimento.

 

Come avvicinarli e coinvolgerli

Il coinvolgimento efficace nasce dal confronto su temi coerenti con la loro esperienza, spesso di natura tecnica, tecnologica o commerciale. Le persone sono più disponibili ad aprirsi quando parlano di situazioni realmente vissute. I casi concreti e le esperienze dirette favoriscono uno scambio bidirezionale che genera valore per entrambe le parti.

La vera sfida è creare un dialogo autentico e reciproco. Questo avviene quando il confronto porta punti di vista diversi, stimolanti, capaci di far emergere le esperienze individuali in modo spontaneo. Le persone più ricettive sono quelle sensibili alle dinamiche collaborative, curiose verso il confronto e motivate dalla possibilità di condividere idee e visioni.

Ispirare significa collegarsi al loro presente professionale e, da lì, mostrare scenari possibili. Racconti, esempi e situazioni affini al loro ruolo aiutano a far intravedere contesti alternativi in cui le loro competenze potrebbero avere un impatto ancora maggiore.

Spesso il valore emerge non solo nei prodotti, ma nei processi, nelle procedure e nei miglioramenti organizzativi. Molti professionisti possiedono capacità non pienamente valorizzate nel contesto attuale: proattività inespressa, competenze trasversali, attitudini laterali ma strategiche. Portarle alla luce significa aprire nuove prospettive sia per la persona sia per le aziende.

Approfondire la conoscenza della persona

Comprendere davvero un professionista richiede di esplorare i problemi che ha affrontato, le soluzioni che ha costruito, il suo modo di comunicare, la gestione delle situazioni critiche e la capacità di applicare creatività nel lavoro. L’attenzione va posta sui risultati ottenuti, sulle modalità di azione e sui valori personali che guidano le scelte.

Domande più dirette aiutano ad andare oltre la superficie: come prende decisioni nei momenti chiave, come gestisce lo stress, quanto si coinvolge nei progetti. Sono riflessioni che portano la persona a riconoscere il proprio modo di stare nel lavoro e il proprio contributo distintivo.

Ogni professionista dovrebbe interrogarsi sulla propria capacità di trasformare le criticità in opportunità, sulle leve che lo rendono distintivo e sul senso di scopo che guida le sue scelte. L’orientamento alla realizzazione concreta è ciò che separa chi esegue da chi genera valore.

Si viene assunti per ciò che si sa fare, ma si cresce per ciò che si è. Le competenze tecniche restano fondamentali, ma nel lungo periodo fanno la differenza le qualità personali: sensibilità, capacità di affrontare il cambiamento, costruire fiducia, trovare soluzioni creative e ispirare gli altri.

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