Raccontarsi per ispirare fiducia
Ma sono davvero tutti bravi nel raccontarsi, nel trasmettere fiducia e dare sostanza alle proprie azioni?
Molti cercano di mettere in evidenza le loro caratteristiche, la loro distintività, il fatto di essere risolutivi. Lo fanno con enfasi, con sicurezza, raccontando il ruolo che portano avanti.
Ma la vera domanda è: sanno davvero presentarsi focalizzandosi su azioni, risultati e contenuti?
Raccontarsi bene significa trasmettere valori, dimostrare credibilità, incuriosire chi ascolta. Significa riuscire a essere percepiti come persone che sanno fare davvero quelle cose, in quello specifico contesto, già descritto nella proposta fatta di caratteristiche, qualità e ambiente.
Il punto è che il valore e le competenze devono essere leggibili.
Spesso invece restano dispersi: poco visibili, poco tradotti in un linguaggio che l’organizzazione è in grado di riconoscere, e da soli non emergono.
Non bastano, se non sono accompagnati da risultati chiari, problemi risolti, responsabilità riconoscibili e un impatto percepibile.
Se fai molto ma racconti poco, ti rendi utile ma non diventi promuovibile.
Essere affidabile dietro le quinte porta a essere considerato esecutivo, non strategico.
E se non sei tu a presidiare il perimetro del tuo contributo, qualcun altro saprà rappresentarlo meglio.
Ed è proprio questo che fa la differenza quando si parla di promozioni, fiducia, centralità nei progetti e accesso alle opportunità.
Perché il problema non è “vendersi”, ma rendersi leggibili.
In fondo, tre cose contano davvero:
- ciò che sai fare,
- ciò che produci,
- ciò che viene associato al tuo nome.
Ed è proprio quest’ultimo punto che molti trascurano.
Non basta puntare sulla sostanza, perché non sempre viene riconosciuta. Spesso viene assorbita dal sistema e redistribuita senza credito.
Serve quindi maggiore chiarezza: su cosa sai risolvere, su dove generi impatto, sul livello a cui stai già lavorando.
Perché una carriera non cresce solo quando vali di più, ma quando il tuo valore smette di essere poco chiaro o, peggio, ambiguo.
Come emergere davvero
Alla fine, sono sempre le persone, con le loro storie, a trasmettere ciò che cerchiamo: contenuti, risultati, esperienze.
Uno degli obiettivi principali è individuare aziende e settori in cui trovare le figure di interesse.
Parliamo di talenti che non bussano alla porta, ma che vanno intercettati con iniziative proattive.
E qui emerge un problema concreto: le loro attività reali spesso non sono visibili.
Non le troviamo nei siti o nei portali, dove l’auto-presentazione è spesso generica, a volte fumosa.
Quello che prevale è la descrizione delle mansioni e dei processi, mentre settori, prodotti e competenze specifiche restano sullo sfondo.
Il risultato?
Contatti che non partono, candidati validi che non entrano nemmeno nel processo di valutazione.
Per essere notati, quindi, non basta esserci: bisogna distinguersi.
Conta ciò che ottieni
È quasi scontato dirlo, ma vale la pena ribadirlo: le aziende non cercano persone che fanno, cercano persone che ottengono.
Il processo di selezione si concentra sui risultati, sui successi misurabili, sull’impatto reale generato.
Non sull’elenco delle responsabilità.
L’obiettivo è individuare il valore nel ruolo, dimostrato attraverso ciò che è stato realmente ottenuto.
Un’impostazione efficace è molto concreta:
“Ho incrementato un certo risultato di una percentuale X, in Y mesi, grazie all’utilizzo di strumenti specifici, con un determinato budget.”
Qui dentro c’è tutto: l’impatto, l’azione, il contesto.
Come rendere efficace il CV
Quando si legge un CV, ci si concentra su questi elementi fondamentali:
- La quantificazione: numeri, dati, dimensioni.
- Fatturato, vendite, traffico, efficienza, tempi, errori, persone coinvolte.
- L’impatto: cosa è cambiato davvero grazie al tuo intervento?
Quali decisioni hanno migliorato un processo o generato un risultato concreto? E il linguaggio: diretto, sintetico, chiaro, orientato al risultato.
Meglio evitare lunghe elencazioni di mansioni, molto più efficace raccontare cosa hai ottenuto, passo dopo passo.
Alcuni esempi concreti:
Per rendere tutto questo più chiaro, bastano pochi esempi.
“Ho realizzato un nuovo design per la homepage, riducendo la frequenza di rimbalzo del 20% e aumentando il tempo di permanenza del 15%.”
“Ho sviluppato un sistema di archiviazione adottato come standard, migliorando i tempi di ricerca dei documenti.”
Nelle vendite: di quanto hai incrementato volumi o marginalità? Ad esempio +12%.
In produzione: quanto hai ridotto i costi o migliorato i tempi? Ad esempio -18%.
Se gestisci un team: quante persone hai formato o guidato?
Se sei un manager: qual era il valore del budget o del progetto gestito?
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