Il nostro metodo di selezione – Fase 2: il colloquio di valutazione e la relazione con i candidati
Dopo aver definito con l’azienda cliente un profilo realmente rappresentativo del contesto e del ruolo da ricoprire (prima tappa raccontata nel nostro articolo precedente), entriamo ora nel cuore operativo del processo: il dialogo con i candidati.
In questa seconda fase, la nostra competenza principale è quella di leggere in profondità le persone. Non ci limitiamo a raccogliere CV o verificare requisiti, ma ci impegniamo a costruire una relazione di senso, in cui possiamo far emergere tutto il potenziale del candidato e verificare il reale allineamento tra i suoi obiettivi e le opportunità dell’azienda.
Conoscere davvero le persone: oltre il curriculum
L’incontro con il candidato è per noi un momento centrale, in cui si attiva un’indagine qualitativa approfondita. Il nostro compito è quello di individuare l’intero spettro delle caratteristiche che compongono il profilo-persona:
- Le esperienze maturate, i ruoli ricoperti e le attività effettivamente svolte;
- Le competenze tecnico-professionali, soprattutto in relazione ai settori affrontati e alla padronanza del ruolo;
- Le soft skills, i tratti individuali e le attitudini relazionali;
- Le attese esplicite e implicite: obiettivi professionali, desiderio di crescita, upgrade di carriera;
- Il posizionamento desiderato: responsabilità, inquadramento, aspettative di sviluppo futuro.
In altre parole, mettiamo a fuoco non solo “chi è” il candidato, ma anche “chi vuole diventare” e “in quale direzione vuole muoversi”.
Un dialogo generativo: fare incontrare obiettivi individuali e progetti aziendali
Il colloquio non è per noi un esercizio valutativo a senso unico, ma un confronto generativo. Costruiamo un dialogo che stimola riflessioni, permette al candidato di raccontarsi in profondità e di riconoscere meglio le proprie ambizioni.
Poniamo domande che aiutano ad allineare i progetti individuali con quelli aziendali:
- Quali stimoli vi motivano oggi verso un “nuovo fare”?
- In quale misura siete consapevoli dei vostri punti di forza e delle vostre aree di sviluppo?
- Ci sono esperienze relazionali, di leadership, o episodi significativi che meglio raccontano il vostro modo di lavorare?
- Come si possono ampliare o integrare i vostri obiettivi personali con le esigenze e le sfide dell’azienda?
Attraverso questo tipo di confronto, offriamo ai candidati un vero supporto consulenziale: li aiutiamo a valorizzare se stessi, a vedere nuove prospettive, a riconoscere più chiaramente cosa cercano davvero.
Una relazione che accompagna: chiarezza, feedback, trasparenza
Un altro punto chiave del nostro metodo è la qualità della comunicazione. L’interazione con il candidato non si esaurisce in un colloquio: prevede continuità, cura e responsabilità. Per questo:
- Forniamo feedback entro 2-3 giorni dai colloqui, con apertura ai dubbi o chiarimenti sui contenuti delle proposte;
- Comunichiamo con chiarezza eventuali cambiamenti nei requisiti, nei tempi, nelle priorità da parte dell’azienda;
- Allineiamo costantemente i candidati sullo stato del processo, anche per evitare disinteresse o frustrazione legati a ritardi o silenzi.
Crediamo che solo una relazione trasparente e professionale possa creare fiducia e coinvolgimento autentico.
Quando qualcosa non funziona: prevenire il mismatch
Può accadere, a volte, che un inserimento non abbia successo. In questi casi, analizziamo con lucidità le cause, senza scaricare responsabilità. È utile interrogarsi:
- Il candidato ha davvero compreso la proposta?
- Ci sono state aspettative disattese?
- La scelta è stata influenzata da elementi superficiali (es. nome della multinazionale, status percepito, promesse non mantenute)?
- Sono emerse criticità relazionali, economiche, organizzative?
Anche in questi casi, ci poniamo come partner riflessivi, capaci di imparare dall’esperienza per migliorare la qualità delle selezioni future.
Nel prossimo e ultimo articolo della nostra serie, ci concentreremo sulle fasi finali del percorso: la selezione conclusiva, le valutazioni condivise con l’azienda e i possibili scenari (inserimento, rinvii, revisioni del profilo). Vedremo anche come una buona selezione non si chiude con una firma, ma continua nei primi mesi di on – boarding ed adattamento.
Nel frattempo, continuiamo a credere che ascoltare, coinvolgere e comprendere profondamente le persone sia il cuore del nostro lavoro.
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