QUANT’È DIFFICILE CONOSCERE A FONDO UNA PERSONA!

Quali le implicazioni, ai giorni d’oggi, conseguenti alle difficoltà per poter conoscere a fondo i profili professioni, soprattutto quelli ricercati ed avvicinati con colloqui frettolosi, sovente a distanza?

 

Rispetto al vostro CV e relativa autopresentazione, quanto spesso avete l’impressione o i dubbi sul fatto che lo stesso non venga correttamente interpretato e valutato privandovi così dell’occasione di arrivare all’azienda?

Il vostro livello di autocritica su come presentate il valore professionale esperienziale, come si collega ai criteri interpretativi e valutativi utilizzati dal recruiter?

Per l’Head Hunter: 

quali le difficoltà per individuare il profilo giusto, il migliore di una certa rosa (parliamo di profili complessi)? Nelle relazioni a distanza come si sviluppano e coniugano le energie per ben inquadrare la figura ricercata, qual è il rischio reale di incappare in “disallineamenti o inadeguatezze professionali”, nella disparità e complessità di certi settori (e loro caratterizzazioni)? Quali minus della persona, quali quelli dei recruiter?

Nella lettura dei CV, l’utilizzo di supporti di motori semantici, quanto possono essere utili ed efficaci? Importanti ma in ogni caso, mai presi nella loro unicità. Rispetto a profili di “complessità crescente” dobbiamo dare per scontata la capacità del recruiter nel calibrare i giusti strumenti interpretativi inerenti ai livelli di professionalità da considerare.

E conseguentemente, avete un’idea, anche sommaria, della frustrazione (montante) a carico di chi legge un CV e/o che cerca profili mirati a importanti posizioni e ruoli settoriali target?

Come collegare la genericità di certe info inerenti alle attività sviluppate nel ruolo, ai prodotti e ai settori poco o male menzionati dal candidato? Idem per la generalità superficialità espressa in merito alle attività svolte, in termini di processi e metodologie.

Un quadro rappresentativo, quindi, a volte fortemente generico e da cui non riusciamo a capire il “che cosa sa fare o quanto è esperta” quella persona. Trovandoci a fine lettura, nell’impossibilità di esprimere un’adeguata valutazione o anche solo il convincimento sul “convochiamolo”.

Auto presentazione generica, ma anche quanto voluta da chi scrive? 

Attenzione: il candidato che decide di presentarsi in un contesto di limbo, potenzialmente aperto a molti settori attività e impieghi, evidenzia una scelta d’ approccio che non aiuta né lui né noi per qualificarlo come adatto e/o allineabile a quella posizione

Ricordiamo, e vale sempre, che rispetto ai bisogni, alle attese delle persone, le stesse, devono poter essere ascoltate e riconosciute per ciò che realmente fanno, viste ed incontrate oltre che gestite nelle complessità intrinseche proprie di ciascuno ruolo.