QUALI I VOSTRI APPROCCI NEI NOSTRI CONFRONTI?

Quali i termini di APERTURA-CONFRONTO, COME PERSONA e PROFESSIONISTA, che portate avanti?:
Quali sono i vostri orizzonti lavorativo-professionali, su quali attese-obiettivi, volete puntare?
Quali le diverse motivazioni che vi spingono all’abbandono dell’azienda in cui operate?

Nella veste di esperti, come vogliamo proporci, offrendovi che cosa?

Innanzi tutto attraverso degli incontri valutativi. Articolati e con le seguenti finalità:

  1. Ascoltare, valutare, interpretare i contenuti d’attesa (professionali, settoriali, personali, individuali)
  2. Proiettare il vostro profilo verso diverse ipotesi org.ve – aziendali:
    1. allo scopo di individuare le possibili linee di matching (per quale ruolo, su quali attese-contenuti d’offerta?)
    2. per verificare i possibili riscontri in ordine ai “desiderata” ed alle attese di voi persona – professionista
  3. per analizzare e valutare la figura in ragione alle specifiche individualità, agli aspetti comportamentali

quelli naturali (personali, connaturati con l’indole),

quelli adattati (nell’ambiente di riferimento e/o di destinazione), come soggetto, come partecipe di un’org.ne, di un team, a fronte di specifiche attività e relative esigenze e caratterizzazioni.

  1. Per chiedervi: difronte alla volontà, intenzionalità verso un cambiamento, come persona avete realmente chiari i motivi di disagio (personale, org.vo), i disallineamenti “sofferti”? Sono davvero così importanti e determinanti?
  2. A fronte di un’ipotetica nuova proposta lavorativa siete in grado di valutarne adeguatamente i contenuti professionali, il valore delle proposte economiche commisurate al mercato, l’ambiente delineato (prospettive, solidità aziendale)?
  3. Sono chiare le “corrispondenze d’attesa”, sono realistiche e concrete?
    1. rispetto al branding aziendale (offerta)
    2. rispetto alle promesse az.li esplicitate nei colloqui diretti. Quanto veritiere?
  4. Quanto possono aiutarvi le nostre considerazioni, maturate nell’esperienza organizzativo-consulenziale, sul “come ragionano” le aziende? Sulle loro esigenze org.ve interne, sui loro vincoli? Sulle specificità contestuali”?
  1. Nella veste di specialisti (e di consulenti per l’azienda) rivendichiamo la qualità dei nostri processi di valutazione.
    1. Arriviamo a ben valutare quella figura professionale (in tutti gli aspetti, angolazioni)
    2. Utilizziamo più tecniche di approfondimento in merito ai percorsi lavorativi e professionali per la singola persona (info, quesiti mirati, aspetti relazionali);
    3. Utilizziamo le esperienze aziendali, da noi maturate, disponendo di case history che ci “orientano” nelle valutazioni interpretative.

Rispondiamo alle attese, alle indicazioni richiesteci su percorribilità di carriera, con indicazioni specialistiche sulle dinamiche delle nuove (future) competenze, sulla competitività e sui futuri sviluppi dell’azienda in esame:

  1. sappiamo “soppesare e proiettare”, per quel profilo, la congruità professionale (attese e possesso reale delle competenze necessarie per quel ruolo)
  2. Quali i messaggi, gli stimoli da lanciare alle persone interessate ad un ns supporto? Chiarendo loro la nostra reale veste professionale e consulenziale:
    1. Possiamo migliorarvi gli equilibri professionali, lavorativi, personali, di carriera, in aderenza alle personali aspettative (soddisfazioni, economiche)
    2. Possiamo individuare occasioni per un reale cambio di passo lavorativo (ampiezza dei compiti, dei ruoli, delle responsabilità)
    3. vi assecondiamo nel dare spinta alla personale proattività, creatività. L’azienda apprezzerà e vi premierà
    4. vi aiutiamo nel migliorare la vostra comunicazione, per trasmettere le vostre capacità, le vostre potenzialità. Questo allo scopo di ottenere occasioni di un concreto up grade professionale in sintonia con le vostre attese
  3. Perché non qualificare il proprio Personal Branding?
    1. Raccontando di voi, per farvi conoscere conspecifici case history, con un dialogo aperto che deve evidenziare le vostre competenze, le esperienze e le attività lavorative esemplificate
    2. Utilizzando il ns supporto professionale ed esperienziale; possiamo così supportarvi nella comprensione “del vostro vissuto lavorativo”, nella risoluzione delle criticità, nella ricerca e conseguimento dei risultati. Spingendovi “a fare”, nel concreto (per te, per l’azienda in cui operi)
    3. Arrivando, in sintesi, ad identificare il vostro VALORE AGGIUNTO REALE: ruolo ed attese per le specifiche attività ESPRESSE, ma soprattutto in ragione ALLA VOSTRA CONCRETEZZA REALIZZATIVA, sul piano dei risultati da voi raggiungibili. O apportati. DOVE, COME, INDIVIDUARLI E VALUTARLI, IN CONCRETO?

E’ su questi che dovete DISTINGUERVI, VERSO LE AZIENDE, puntando ad un’ATTENTA ED ALLARGATA AUTOPRESENTAZIONE (OLTRE AL CV). Con le giuste Key Words.

Con gli items che le aziende cercano d’individuare nei colloqui diretti.

  1. Infine possiamo consigliarvi, in sede di scelta –decisione di inserimento, nella nuova azienda.
  2. Per riuscire ad allinearvi a quello specifico contesto aziendale. E’ molto importante.

Evitando errori, evitando scivoloni.

  1. Se ti caratterizzi come individualista evita di inserirti laddove occorre operare nei team, se vedi la centralità dei ruoli e delle regole definite, poco ti sposi con contesti destrutturati e dinamici,
  2. se nel tuo target ci sono aziende famigliari o tradizionali stai lontano da contesti modellati su business manageriali ed innovativi, oltre che da modelli organizzativi e dimensionali agli antipodi.

Punta al miglior allineamento tra il ruolo che ti ha caratterizzato fino ad oggi e quello di un’ipotetica destinazione. Cerca di capire gli spazi e l’autonomia di intraprendenza ed anche di creatività che ti stanno realmente offrendo.

  • Attento ad affrontare contesti richiedenti competenze a te lontane, ambienti richiedenti doti ed individualità che non t’appartengono.
  • Potendoti, se richiesto, essere sempre di aiuto. Grazie alla disponibilità affiancarvi nel percorso d’inserimento, ad assunzione avvenuta. Che cosa realmente sta accadendo in quel percorso? Come si stanno evolvendo le attività di te persona, i reali riscontri relazionali interpersonali, i primi risultati?

Calandoci nei contesti organizzativi, si possono individuare i minus, le criticità su cui intervenire supportando la persona a “modificarsi”, a reindirizzarsi e così via.

Sono questi i veri momenti di verifica delle qualità e delle caratteristiche del profilo prescelto ed assunto. Qui possiamo valutare in concreto quella persona, ora operativa nella nuova organizzazione.

Le potenzialità, l’attendibilità professionali a monte valutate sono una fase importante, ma le caratteristiche (tutte) che realmente contraddistinguono quella persona, sono tutt’altra cosa.

Da parte nostra vogliamo puntare al miglior matching.

Un adeguato allineamento tra ciò che uno cerca e ciò che l’azienda sa o può offrire, richiede, al professionista-consulente esterno, sia competenze professionali ed esperienziali ampie e difformi, sia conoscenze di contenuto anche tecnico, tecnologico, commerciale. Non ci sono i tuttologhi, sono infinite le settorialità ed i contenuti che le caratterizzano e conseguentemente varia ed articolata può essere la qualità di un giusto e corretto indirizzamento. E’ un dato oggettivo, per tutti.